Tuesday, November 19, 2013

..lA aNZIE dEL gANGI!!

È sabato. È l'alba, non ho ancora preso il caffè. Piove. Ad Anzio sembra che siano appena sbarcati gli alleati.

Siamo qui perché sei mesi fa Giovanna ha deciso di fare una pausa con l'equitazione. "E poi che faremo?". Dopo anni di barconi e a più di vent'anni dalle nostre esperienze su derive e catamarani è ora che torniamo alle basi.

Roberto e Francesco hanno seminato bene e lo Snipe vince sul HC16. Mettiamoci pure che sul cat avrebbe timonato lei e la frittata è fatta. Basta un weekend di prova a Bracciano ed un mese di corteggiamenti ad Andrea Frusone e siamo pronti: ITA29554 è già al Tevero Remo, il segnavento nuovo è pronto e ci siamo allenati martedì in una splendida giornata di maestrale. 

Andiamo alla nostra prima nazionale, che è anche la nostra prima regata.

Peccato che il tempo sia pessimo, le flotte della quarta zona si sono diluite sotto la pioggia della notte, ma il piazzale è pieno di stranieri per lo più nordici e adriatici. Il primo giorno passa a terra, a fare conoscenza con la classe e a dare un volto a nomi di cui abbiamo soltanto letto. Siamo i novizi e riceviamo un consiglio da ciascuno sulla barca e sulle regolazioni. In barca non si dimagrisce e per non farci smentire ci sono le pizzette al briefing, gli spaghetti a vongole a pranzo e una cena luculliana al Tevere Remo.

Durante la notte viene giù il finimondo ma dormiamo tranquilli in un seminterrato, incuranti del rischio.

Di nuovo all'alba, pronti per uscire perché il comitato vuole portare a casa le tre prove di oggi e ha anticipato alle 10.00. Ma non c'è vento e sono di nuovo chiacchiere e cazzeggio. Poi alzo gli occhi, vedo le nuvole che si muovono veloci e dopo cinque minuti siamo tutti indaffarati giù per lo scivolo.

Giovanna e io cerchiamo di uscire tra i primi per capire com'è fuori. Scacciamo quella sensazione di fastidio uscendo dal porto e ci infiliamo in mezzo agli altri, ostentando sicumera.

La situazione è questa: ci saranno un paio di metri d'onda e 12/13 nodi. Per rispetto all'albero siamo regolati per ventone, non si sa mai. La bolina con l'onda in faccia è bagnata ma avanziamo, quella con l'onda al traverso è un pianto. Non facciamo a tempo a provare la poppa che già si parte.

Ok, ok, lasciamo stare la cronaca di tre regate nelle ultime posizioni. L'importante è che non giriamo sempre ultimi e non arriviamo sempre ultimi. In tre ore c'è tempo per capire che la poppa col tangone si può fare anche con tanta onda, che surfare è uno spasso e che uscire in regata con le modifiche fatte senza prove è da sciocchi. Rientriamo leggermente in anticipo perché nell'ultima prova sbagliamo una strambata e proviamo a piantare anche questo segnavento nel sabbione. Senza successo.

Negli spogliatoi si dice che lo scirocco ad Anzio sia meglio del sesso. È probabile. Sarà che ero più giovane, ma la prima volta che la ricordavo più rilassata. E meno salata.

Giusto il tempo di caricare un po' di barche sui carrelli e non vincere nessuno dei ricchi premi ad estrazione e siamo di ritorno. Stanchi e felici, con buona pace della "barca per vecchietti".

Ora pronti per Malta, ma subito dopo c'è Talamone!


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